Convinzioni dei fumatori

Molti fumatori hanno iniziato la loro carriera di fumatori per effetto di una influenza sociale collettiva condivisa.
La convinzione comune di tutti i fumatori è che il fumare è un atto che procura piacere.
La realtà è che chiedendo ad un fumatore che fuma da diverso tempo se prova ancora piacere, ti risponde che fumare non gli procura più piacere, ma lo fa solo perché è una convinzione di tutti e quindi anche lui crede che fumare piace.

- Questa è la prima forte convinzione comune: è piacevole fumare o aspirare fumo da una sigaretta.

- Seconda convinzione: i fumatori sono persone più forti, più in gamba, più liberi, più interessanti e più divertenti dei non fumatori. Le fumatrici sono più affascinanti, più seducenti e più snob.
Chi non fuma è ritenuto una persona noiosa, depressa, poco portato alla convivialità e al divertimento. Questa opinione comune una volta era largamente diffusa.
Ora le cose stanno cambiando: i fumatori sono visti deboli, smaniosi, intossicati e prigionieri del vizio.

- Terza convinzione dei fumatori: il tipo in gamba se (!) decide di smettere lo fa da solo, senza aiuto, con la sola forza di volontà.
Se non sei capace di farlo da solo o se chiedi aiuto ‘non sei uomo’, non sei forte. Se tenti e fallisci, sei un pappamolla, non sei in gamba. Quelli che hanno smesso da soli e con la sola forza di volontà sono persone valide e forti.
Io rispondo a questa credenza dicendo che, se devo salire al piano superiore, è vero che ci sono le scale, ma esiste anche l’ascensore.

- Quarta convinzione: smettere di fumare è impossibile, è difficile, si soffre terribilmente. Molti di quelli che hanno provato poi sono ricascati nuovamente nel vizio.
Molte persone che non fumano più, al di là delle loro convinzioni iniziali, hanno smesso facilmente, con pochi sintomi di disagio, dovuti soprattutto a cambiamenti di abitudini. La convinzione profonda che smettere è difficile o impossibile è una falsità diffusa intelligentemente dalla pubblicità dei produttori di tabacco negli anni ’50. Tale credenza influenza e condiziona la riuscita perché è come se dicessimo al nostro cervello: ”preparati a soffrire terribilmente. Se ti accorgi che stai soffrendo poco non va bene, vai a trovare anche tu motivi per soffrire, altre persone stanno soffrendo le pene dell’inferno,”.

- Quinta convinzione: ”a me non succederà niente”.
I fumatori pur avvertendo in lontananza preoccupazioni sul danno alla salute, fumano imperterriti come se fosse una cosa innocua, del tipo: “non mi succederà niente”. Continuare a fumare e sperare che non succeda niente è come nell’aneddoto di quella persona che, mentre precipitava dalla terrazza del 100° piano di un  grattacielo, a metà strada si diceva:”meno male, non è successo niente finora!”

Ogni fumatore sa che sta su un campo minato e la cosa più sensata è fuggire.

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